Alla scoperta dei nuovi trends a “Pitti Immagine Uomo” 92

 

Il 92esimo Pitti Immagine Uomo si è svolto nei giorni dal 13 al 16 di giugno e, come di consueto ha visto protagonista gli spazi della Fortezza da Basso a Firenze. Già a primissima vista si resta abbagliati dai numeri di questa kermesse, partendo proprio dal 92 che dà l’idea immediata di come ormai l’appuntamento sia consolidato nella tradizione del fashion.

Quello che si scopre poi ulteriormente è che i marchi esposti sono ormai oltre 1200, e sono vagliati da un pubblico di oltre 30.000 persone, anzi personaggi in una location dagli spazi immensi e ottimamente gestiti.  Perché sempre di più ormai i compratori esprimono in questa vetrina mondiale il loro personale modo di interpretare le tendenze, scegliendo per  i loro acquisti un mix sapiente di marchi consolidati ed emergenti, che anche grazie a questi outfit e ai tanti media internazionali presenti che li divulgano, per stampa, per video o sui social network, si affermano.

Dunque il lavoro, o il piacere nel trovarsi presenti è almeno doppio, poiché non solo si visitano gli stand per scoprire le novità dell’anno a venire, ma si osserva attentamente il vicino, per entrare nel suo personale mood, che varia non solo in base alla provenienza geografica ma sopratutto al carattere. Il tutto condito ovviamente dalle architetture ideate appositamente per gli spazi dedicati all’esposizione, molte di taglio comunicativo decisamente elevato.

Gli sforzi delle aziende sono in linea con l’importanza dell’appuntamento, lo spettacolo deve affascinare, il prodotto deve stupire. E tutti devono essere serviti al meglio, si opta per la presenza dei ceo o comunque di figure di rilievo per presentare nei dettagli la nuova produzione. Questa ulteriore attenzione denota come davvero questa fiera, e il corollario di feste e presentazioni che genera, sia ormai all’apice del successo mondiale. La novità di questa edizione si può dire sia stato il su misura, la costumizzazione, il sartoriale, i servizi particolari delle aziende che propongono anche le riparazioni sui capi preziosi, con rammendi e rimagli di rara perizia.

Decaduto il classico tout court abbiamo visto, intervistando Luigi Lardini, a capo di un’azienda che ha da poco aperto un flagship store a Milano in via del Gesù, tanto per dire, giacche da smoking bianche in shantung degne di james Bond e un logo a fiorellino che spunta impertinente nei gioielli, sui bottoni o in piccoli ricami e che diventerà certamente un must have. Più delabré, ma solo in apparenza ovviamente il nuovo marchio di Alessandro Squarzi, Fortela, che presenta quell’eleganza easy in stile americano anni 30, blu e tinte coloniali, panciotti e camicie. E a proposito di quest’ultime abbiamo potuto apprezzare parlando con Samuel Gassmann il piacere di proporre gemelli particolari declinati in tanti temi (sport, animali, lobbies etc) e colori, gioielli negli anni passati un pò dimenticati ma che stanno tornando alle luci della ribalta.

Altra chiacchierata interessante con il patron di Bottega Martinese, Gaetano Tagliente che ci ha illustrato gli impeccabili capi spalla, giacche e soprabiti dai tessuti con ricami incredibili, che danno immediatamente personalità al capo. Un occhio attento poi merita lo spazio dedicato all’urban, sempre più presente negli outfit quotidiani anche delle star, con contaminazioni del classico e dell’elegante, dalle onnipresenti sneakers alle shirt alle felpe. E non possiamo dimenticare gli accessori, in modo particolare gli occhiali. Niccolò Pocchini, patron di Spektre sunglasses ci ha illustrato la nuova collezione che strizza l’occhio agli anni 70 con grandi forme rotonde e piccoli occhiali geometrici, che abbiamo visto indossare da influencer  come Chiara Ferragni e protagonisti dello show del calibro di Maluma, stiamo parlando di personaggi seguiti da decine di milioni di followers che hanno sposato lo stile di Spektre.

 

Gli incontri e le scoperte sono state certamente numerose, dagli amici come Dejon Marquis che a Los Angeles apre la sua sartoria ai clienti sempre più convinti dell’abito su misura, dell’accessorio di lusso made in italy, ai fotografi sempre più affermati sulla scena mondiale come Karl Edwin guerre e Fabio Bonanno, giovane talento votato allo street style. Insomma Pitti Immagine uomo è sicuramente il referente dello stile e della moda, la vetrina non solo da guardare ma da studiare attentamente in ogni suo dettaglio, il posto privilegiato dove calarsi per tre incredibili giorni in un’atmosfera che profuma di internazionalità.La selezione delle aziende ci mostra il fiore all’occhiello della produzione mondiale, dove l’artigianlità si sposa con la tecnologia. Il giro d’affari commerciale che genera una fiera così merita il plauso a scena aperta in tempi di crisi globale. Il genio della moda che crea tutte le idee nuove e le tendenze inimmaginabili prima di essere indossate abita qui e chi si occupa per qualche motivo di fashion non può non fargli visita.

Stefania Colombo – Piemonte Paese© – Qualitaly

 

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